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Unicef

I diritti dei bambini va dritto al cuore
di una delle mie missioni personali svolte in molti
anni – perseguire la giustizia e l’uguaglianza per i
bambini di tutto il mondo che continuano a pagare
il prezzo per i conflitti intrapresi dagli adulti. La
mia determinazione a rendere noti, al più ampio
pubblico possibile, la portata e gli effetti dannosi
di questi conflitti, mi ha portato in luoghi come
l’Angola, il Camerun, la Repubblica Centrafricana,
il Ciad, Haiti, il Territorio Palestinese Occupato e
il Sudan.
Nel corso degli anni, in parte attraverso
i miei viaggi per conto dell’UNICEF, sono stata in
grado di testimoniare le sofferenze patite in queste
situazioni e sono riuscita a comprendere più
profondamente il valore immenso del rispetto dei
diritti dei bambini, e le implicazioni per la loro salute,
il loro benessere e la loro felicità, quando tali
diritti sono negati.
Giacomo Pirozzi mi ha accompagnato in
molte di queste missioni. Alcuni ricordi sono indelebili.
Uno appartiene al giorno in cui viaggiavamo
verso la città di Paoua, in una zona remota nel nord
della Repubblica Centrafricana. Un paese disperatamente
povero, spesso definito come una delle
“emergenze dimenticate” del continente, soffocato
da una spirale di caos sociale, con bande rivali in
costante guerra tra loro che terrorizzano la popolazione
civile. Quella mattina, il nostro convoglio si
era fermato in una strada vuota, quando d’un tratto
circa 300 persone emersero dalla boscaglia, come
spettri, incrostate di fango, emaciate, con indosso
stracci. Non avevano coperte o cibo, i bambini morivano
ed erano tutti terrorizzati di essere attaccati
di nuovo. Uno degli anziani mi disse: «Questo conflitto
ci ha ridotto a vivere come animali».
Pochi mesi dopo, le immagini di quell’incontro,
scattate da Giacomo, hanno fatto parte di
una mostra incentrata sul tema dei bambini e delle
donne abbandonati di molti paesi. Quelle, come
migliaia di altre fotografie di Giacomo realizzate in
molti anni, fanno anche parte della collezione permanente
dell’UNICEF e di altre agenzie di sviluppo
e di quelle fotografiche. I messaggi contenuti nella
sua opera sono semi, che si spera diventino le azioni
necessarie per arrestare questa terribile situazione
di deprivazione.
Per me, non sono solo la professionalità
di Giacomo, la sua precisione e il gusto e la
capacità di catturare quei veloci incontri, che lo
distinguono. Piuttosto, è il suo dono per la complicità
che riesce ad avere con i bambini davanti
al suo obiettivo, il rapporto immediato e completo
che riesce a stabilire con loro. In quei momenti,
vi è una magia indefinibile: una sintonia, una trasformazione.
Le immagini contenute ne I diritti
dei bambini condividono questa alchimia con tutti
noi, ci permettono di vedere letteralmente quello
che comporta l’adempimento o la negazione dei
diritti dell’infanzia.
Un’altra reazione che le sue fotografie
suscitano è sicuramente l’indignazione per le ingiustizie
che tanti bambini ancora subiscono. Ognuno
di noi, come individuo o come collettività, ha i
mezzi per migliorare queste situazioni. La piena
attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia
e dell’adolescenza è lo strumento attraverso il
quale possiamo evitare che tanti bambini abbiano
una vita di occasioni mancate, proteggerli dalla
sofferenza dovuta a discriminazione, sfruttamento,
malattia, invalidità, morte prematura e ingiusta, e
permettere loro di vivere con gioia e in pace.
Sono fermamente convinta che non ci
possono essere scuse a non impegnarci per i diritti
dell’infanzia. Come cittadini del mondo non
possiamo accettare le mezze misure, i ritardi o le
promesse non mantenute nell’attuazione di una
Convenzione che, 20 anni fa, è stata concordata
dai governi del mondo. Questo libro può essere
un invito all’azione, può ispirarci a lavorare con instancabile
energia per vedere pienamente onorato
quell’impegno e per poter espandere la sua sfera
di influenza fino ad abbracciare tutti i bambini,
ovunque.
Mia Farrow
UNICEF Goodwill Ambassador